Luca Restelli

Investire in obbligazioni

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Investire in obbligazioni: cosa sono, perché e come individuare i titoli più promettenti

Per JP Morgan si è aperta una nuova fase, per altri si tratta solamente di una parentesi temporanea prima che l’arrivo della prossima recessione cambi tutte le carte in tavola.

Trascurate per anni a causa dei bassi tassi di rendimento, le obbligazioni sono tornate recentemente al centro della scena finanziaria in seguito ai cambiamenti nelle politiche monetarie avviati dalle banche centrali per tentare di tenere sotto controllo l’inflazione.

Nonostante siano note ai più, è bene ricordare brevemente le principali caratteristiche di un titolo obbligazionario per poter poi andare in un secondo momento ad approfondire i motivi per cui possano diventare l’elemento portante e la chiave del successo delle prossime strategie di investimento.

Con il termine obbligazione si intende un titolo di credito emesso da società o enti pubblici con il fine di raccogliere denaro per finanziare i propri progetti o le proprie necessità di liquidità.

Andando ad analizzare le quattro caratteristiche che contraddistinguono ogni titolo di credito è necessario inquadrare i seguenti elementi:

  1. L’emittente: è il soggetto che beneficia dell’operazione di finanziamento, (Stato, società privata, banca) e si rivolge ai mercati finanziari per soddisfare il proprio fabbisogno di liquidità.
  2. La scadenzaindica il momento in cui l’emittente dovrà restituire le somme ricevute e quindi il momento conclusivo della fase di prestito. La durata del prestito obbligazionario è estremamente variabile, andando a coprire archi temporali brevi, medi e lunghi.
  3. L’interesse, che costituisce la remunerazione offerta all’investitore per aver prestato il proprio denaro e per il rischio che corre, solitamente corrisposta tramite cedole.
  4. Il rendimento dell’obbligazione, che oltre dai flussi derivanti dalle cedole si compone anche del guadagno in conto capitale, che si ha quando il titolo viene venduto ad un prezzo minore della somma rimborsata.

Per quanto riguarda il rendimento di un’obbligazione è bene fare alcune precisazioni. Con Yield to Maturity si indica il tasso implicito di rendimento di un particolare titolo quando questo non è liquidato prima della scadenza e quando il rendimento di mercato rimane costante fino a tale data.

Si compone di tre parti:

YTM= Tasso Risk Free + Fair Value + New Issue Premium

  • Il Tasso Risk Free è il tasso di interesse ottenuto da un investimento caratterizzato da assenza di incertezza circa i flussi prodotti.
  • Il Fair Value costituisce la remunerazione richiesta a fronte dei rischi sostenuti nell’investimento nell’obbligazione
  • Il New Issue Premium è il premio da riconoscere per convincere il pubblico ad investire in nuovi titoli.


Il cambiamento di prospettiva

Con l’inizio del nuovo anno si osserva il ritorno di rendimenti interessanti nei mercati obbligazionari, completamente assenti per la maggior parte dell’ultimo decennio. Dopo aver toccato i minimi nella prima parte dello scorso anno, i rendimenti hanno iniziato a crescere, come conseguenza delle politiche monetarie restrittive inaugurate da FED e BCE. Se, da un lato, l’aumento dei tassi ha incrementato il costo del denaro per famiglie e imprese, dall’altro ha aperto a nuove opportunità di investimento, grazie alla ritrovata centralità dei titoli obbligazionari.

Inoltre, se confrontati con le performance instabili e con la forte volatilità dei mercati azionari, i bond risultano nettamente più competitivi. Di conseguenza, è logico ritenere che, offrendo rendimenti più attrattivi con rischio contenuto, questa asset class assuma valore per gli investitori che prediligono un approccio equilibrato e diversificato.

I motivi per cui un investimento in obbligazioni può essere considerato un’alternativa valida e solida sono, come si diceva poco fa, da ricercare nel cambiamento dello scenario macroeconomico globale.

Infatti, con livelli di inflazione ancora elevati, le banche centrali potrebbe dover procedere ad ulteriori rialzi dei tassi, richiedendo strategie di gestione più flessibili sui mercati obbligazionari. I rendimenti si stanno così avvicinando a livelli storicamente più “normali” portando a maggiori opportunità nel mercato dei titoli governativi e del credito di alta qualità.

Inoltre, le aspettative di una futura stabilizzazione dei tassi di interesse, renderebbero, in particolare, le obbligazioni societarie decisamente interessanti, con rendimenti dal 7% all’8%, per quelle di alta qualità, in particolare nel segmento BB/BB+.

Tuttavia, i problemi legati all’inflazione e alla catena di approvvigionamento, metteranno a dura prova i piani aziendali come testimoniato dai crescenti rischi di insolvenza. L’attenzione andrebbe quindi riservata alle aziende in grado di gestire la loro leva finanziaria e resilienti al doppio effetto dei maggiori costi derivanti dall’inflazione e dei minori ricavi derivanti dalla probabile recessione.

La costante evoluzione del contesto rende necessario prestare attenzione agli sviluppi in modo da ricalibrare le strategie per recepire i cambiamenti.


I titoli a cui prestare attenzione nel 2023

Come si diceva in apertura, dopo oltre un decennio di tassi a zero, le correzioni degli scorsi mesi hanno alimentato prospettive di rendimenti che non si osservavano da tempo.

Sebbene i timori di recessione mettano sotto pressione soprattutto le emissioni più rischiose, le aspettative per i bond sono positive. Il loro ruolo nei portafogli torna ad essere di primo piano, durante una fase di incertezza per l’azionario che ha, invece, avuto un peso assolutamente rilevante fino al cambio marcato di scenario dello scorso anno.

In tale contesto è quindi importante selezionare titoli con un buon profilo di rischio/rendimento, controllando in particolare il rischio di perdite in caso le previsioni si rivelassero non in linea con le aspettative.

Il mondo obbligazionario, in particolare i titoli governativi e le obbligazioni societarie Investment Grade (di qualità), deve quindi tornare ad avere una quota importante nei portafogli.

Ulteriori rialzi dei tassi di Fed e BCE possono contribuire ad una maggiore inversione della curva dei rendimenti, specie nel segmento 2-5 anni portando potenzialmente a rendimenti attorno al 3% per titoli a scadenza 3-5 anni. Nonostante la scelta della strategia più adatta dipenda dallo specifico profilo di rischio ed esigenze, è possibile individuare alcuni trend generali a cui prestare più attenzione.

  1. Obbligazioni indicizzate all’inflazione: una naturale risposta agli elevati tassi di inflazione che permangono tutt’oggi è costituita dalle obbligazioni indicizzate all’inflazione, il cui rendimento è legato alla crescita dei prezzi e quindi in grado di assicurare rendimenti reali costanti.
  2. Obbligazioni convertibili: sono obbligazioni che consentono al detentore di ottenere a scadenza una quota di azioni (della società che ha emesso le obbligazioni). La conversione in azioni, è facoltativa e l’investitore può decidere di detenere i bond fino a scadenza o di scambiarli sul mercato secondario. La convenienza dell’operazione è determinata dall’andamento del mercato azionario, dal tasso di conversione e dal prezzo di acquisto delle azioni alla data prefissata: se il rapporto di cambio è superiore al prezzo di mercato, l’acquisto delle azioni può non essere conveniente nell’immediato, ma avere senso in previsione di una futura crescita del titolo.
  3. Obbligazioni high yield investment grade: le obbligazioni high yield offrono, rendimenti superiori alla media del mercato, a fronte di un rischio elevato, diretta conseguenza del basso rating assegnato all’emittente. L’investimento in bond ad alto rendimento dovrebbe avvenire destinando a questi una piccola frazione del portafoglio e scegliendo titoli a scadenza abbastanza ravvicinata.
  4. Obbligazioni subordinate: sono titoli in cui il pagamento delle cedole ed il rimborso del capitale, in caso di particolari difficoltà finanziarie dell’emittente, dipendono dalla soddisfazione degli altri creditori non subordinati. Il rischio maggiore è solitamente compensato da un rendimento più alto e tali obbligazioni vengono categorizzate per livello di rischio.
  5. Titoli di stato: sono obbligazioni emesse periodicamente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per conto dello Stato, aventi tasso fisso o variabile e caratterizzate da un alto grado di liquidità. Il rendimento dell’investimento in titoli di stato deriva dal rendimento delle cedole e dalla differenza tra il prezzo di sottoscrizione o di acquisto e il valore nominale rimborsato alla scadenza.

Conclusione

Nel corso dell’articolo sono stati analizzati i motivi per cui le obbligazioni sono tornate a ricoprire un ruolo di primo piano nelle strategie di investimento e le categorie di titoli che per le loro caratteristiche potrebbero adattarsi meglio alle evoluzioni prevedibili del contesto economico e finanziario attuale.

Tuttavia, se i rendimenti derivanti da tale tipo di investimento mostrano attualmente ottime potenzialità, per poter costruire un portafoglio efficace in termini di risultati è necessario valutare attentamente il rischio insito nell’investimento in obbligazioni.

Proprio tale ultimo aspetto costituirà l’argomento centrale del prossimo articolo, in cui si delineeranno anche le modalità con cui tutelarsi dai principali fattori di rischio derivanti dall’attuale scenario macroeconomico globale.

 

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