Luca Restelli

Investire in vino

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Come l’investimento in arte, anche quello in vino pregiato rappresenta un’alternativa adatta per rispondere alle nuove esigenze di diversificazione del rischio in un periodo di elevata inflazione ed estrema volatilità del mercato azionario. In tempi in cui nemmeno l’oro riveste più il suo ruolo di “porto sicuro” e in cui aleggia lo spettro di una prolungata stagflazione, conseguente il forte rallentamento delle prospettive di crescita per l’anno in arrivo, per un consulente finanziario diventa imprescindibile trovare nuove forme per preservare il valore del patrimonio e proteggerlo da svalutazioni.

Non sempre, tuttavia, ogni private banker include i vini nelle proprie strategie di investimento, non disponendo di una conoscenza sufficientemente profonda e ritenendolo spesso lontano dai propri abituali schemi.

Il vino da investimento rappresenta tanto un elemento di nicchia, che dovrebbe figurare tra i consigli e le indicazioni dei migliori private banker, quanto un classico passion asset considerato ormai tra le più redditizie opzioni di investimento alternative.

Il mercato dei “fine wines”

Nonostante i dubbi di molti nel settore, il mercato dei vini pregiati rappresenta una solida tendenza di lungo periodo. Per potersi formare un’idea delle dimensioni del fenomeno di cui stiamo parlando è sufficiente citare un unico evento di rilievo: la vendita per circa 305.000 dollari di una cassa da 12 bottiglie di Domaine de la Romanée-Conti, anno 1988, nel 2019. Non bisogna, tuttavia, pensare che per ottenere simili rendimenti siano necessarie cifre così elevate: buoni rendimenti sono ottenibili anche con capitali di partenza più contenuti, caratteristica questa che rende tale ambito così attraente. Comprare Domaine Romanée Conti 1988 | Prezzi e opinioni su Drinks&Co

La straordinarietà di tale tipologia di operazioni risiede nel fatto che le performance medie dell’investimento in vini pregiati hanno resistito a ogni recessione dal 1929. Nemmeno nel periodo in cui le principali borse mondiali crollavano, nel pieno della crisi finanziaria del 2008, i vini pregiati da investimento registravano una flessione e meno che mai un crollo. 

Riducendo la finestra di analisi agli ultimi 10 anni gli indici dei vini pregiati più importanti mostrano risultati sorprendenti, con guadagni medi del 7% all’anno.

Includere vini da investimento nella propria strategia significa puntare su un asset tangibile, che storicamente ha dato dimostrazione di ottime performance e che si è distinto brillantemente come un ottimo bene rifugio.

Ciò è anche dovuto a un’altra caratteristica essenziale: il valore dei fine wines è dettato da un mercato a sé stante e non collegato alla volatilità delle principali piazze finanziarie. Tra le più importanti piazze del settore, il London International Vintners Exchange, o Liv-ex (qui a fianco), è accessibile ai trader di vino professionisti e rappresenta il mercato mondiale in cui vengono scambiati i vini e permette di avere informazioni circa i rendimenti sul lungo termine e le principali tendenze di acquisto e vendita.

Il meccanismo sotteso alle prestazioni eccezionali di tale ramo è basato su una domanda a livello mondiale in continua crescita in concomitanza di una produzione che resta però molto ristretta e quantitativamente quasi invariata. Esemplificando, un vigneto che produce in un anno mille bottiglie di un vino di elevata qualità, che viene apprezzato e riceve un ottimo punteggio da parte dei critici, vede aumentare la richiesta di ulteriori casse a fronte di una produzione costante.

Le bottiglie dei migliori vini possono poi durare anche intorno ai 50 anni, periodo durante il quale il vino invecchia, matura, si affina e il suo valore cresce. Nel frattempo, a causa di consumi e sprechi, la quantità in circolazione di quella precisa annata di quella particolare cantina si riduce facendo quindi aumentare ulteriormente il prezzo.

I vantaggi dell’investimento in vini pregiati

I principali vantaggi derivanti dall’investimento in vini pregiati possono essere così riassunti:

  • Assenza di tasse sul capital gain, in base alla legislazione attuale, in quanto bene deteriorabile;
  • Possibilità di diversificare il rischio, bilanciando la volatilità classicamente associata all’investimento sul mercato azionario;
  • Minor suscettibilità agli effetti di condizioni economiche avverse;
  • Ottima alternativa per preservare la ricchezza contro l’erosione di recessione, inflazione, svalutazione della valuta e dei movimenti nei mercati finanziari;
  • Asset in grado di generare profitti anche a partire da investimenti molto piccoli.

In virtù di tali caratteristiche è possibile affermare che, nonostante non esistano garanzie circa le performance future di questa classe di beni, il comparto dei vini da investimento costituisce un’alternativa di investimento maggiormente stabile e pressoché immune da crolli repentini delle quotazioni.

Il ruolo del professionista

Per poter investire con successo nel settore dei vini pregiati è necessario prestare cautela ed evitare di rivolgersi a piattaforme non certificate o a personalità che non abbiano una profonda conoscenza di questo mondo.

Il ruolo del consulente finanziario è, infatti, essenziale in questo particolare ambito, dovendo innanzitutto informare adeguatamente il cliente circa l’esistenza di tale possibilità. Egli sarà poi affiancato da un esperto in materia per stabilire quale specifico vino inserire nella propria strategia, tenendo presenti le diverse variabili che ne definiscono le potenzialità: il prestigio dell’azienda vinicola l’annata, il giudizio della critica, la zona di provenienza e la scarsità. Trascurare uno di questi fattori potrebbe portare a scegliere un vino sbagliato per l’investimento.

Inoltre, il vino da investimento, in quanto bene fisico deteriorabile, deve essere conservato in apposite cantine, dove temperatura, umidità e posizione della bottiglia seguono regole ben precise in base alle caratteristiche intrinseche di quel determinato vino. Una conservazione non idonea potrebbe compromettere la qualità del vino, rovinando un processo di invecchiamento che dura anni o decenni.Broker del vino | Scegli il giusto intermediario nel vino da investimento

Anche da questo punto di vista è quindi necessario l’intervento del professionista, essenziale per garantire le migliori condizioni di conservazione

Conclusione

L’investimento in vini pregiati rappresenta l’ingresso in un settore vario ed eterogeneo che si posiziona ormai come una realtà più che consolidata, in cui è possibile ottenere elevati rendimenti, oltre a forti soddisfazioni personali.

Includere i cosiddetti fine wines nel proprio portafoglio nella misura ottimale, e conseguendo la corretta esposizione su ogni posizione, permette di diversificare il rischio e ampliare il proprio portafoglio di conoscenze.

È da ritenersi valida anche per i vini la regola aurea di una corretta esposizione alla singola asset class, come già detto in precedenza per l’arte. Collocarsi tra il 2% e il 5% di peso dei fine wines sul proprio patrimonio rimane, a mio avviso, la scelta migliore in termini di rapporto rischio/rendimento, rispetto alla liquidabilità degli assets.

Avere un’idea chiara e ben definita delle dinamiche proprie del settore, oltre al valido supporto di un professionista, costituisce uno dei prerequisiti essenziali per potersi affacciare a questo particolare mondo ed individuare le strategie migliori da intraprendere.

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