Luca Restelli

Investire nei settori dell’aerospazio e della difesa

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Investire nei settori dell’aerospazio e della difesa: opportunità di investimento in mercati promettenti e in continua espansione

L’industria bellica e quella aerospaziale rappresentano due dei settori di investimento più interessanti e dinamici nel panorama finanziario globale. L’andamento di questi mercati influenza fortemente diversi comparti economici globali essendo fortemente integrati in svariati settori produttivi. Inoltre, nella stragrande maggioranza dei casi, le realtà più sviluppate e importanti di questi settori annoverano tra i propri clienti istituzioni governative e statali che godono di capacità di spesa e solidità finanziaria nettamente superiore a quella dei privati, garantendo un afflusso costante di ordini, finanziamenti e contratti, che fornisce alle aziende dell’aerospazio e della difesa una base solida per la crescita e la loro stabilità finanziaria.

Le aziende attive in questi mercati sono coinvolte nella progettazione, sviluppo e produzione di aeromobili, velivoli militari, motori, satelliti, missili e sistemi spaziali. L’aumento dell’instabilità globale a livello geopolitico ha spinto diversi paesi al riarmo, mentre il ritrovato interesse per l’esplorazione spaziale e lo sviluppo di nuove tecnologie sta contribuendo alla crescita di attenzione di governi e stati nei confronti di questo settore, aprendo così nuove opportunità di investimento.

Da Leonardo a Rheinmetall, il rendimento atteso è a doppia cifra. La guerra tra Russia e Ucraina ha rapidamente cambiato lo scenario e il mercato dei titoli della Difesa e dell’Aerospazio rimasto ai margini negli ultimi anni, ha ritrovato centralità nelle più recenti strategie di investimento di alcuni importanti fondi. Oggi il mercato globale per Difesa e Aerospazio, secondo le stime di The Business & Resarch Company, è in piena rivoluzione e, per quanto riguarda il continente europeo, si stima che il volume d’affari dovrebbe superare i 1.000 miliardi nel 2026, con un tasso di crescita composito annuo dell’8,5%.

Tutt‘oggi l’AD&S europeo vanta numeri importanti e registra 3,57 milioni di persone occupate tra dirette (942.000), indirette (966.000) e indotte (oltre 1,66 milioni). In altre parole, ogni posto di lavoro diretto genera ulteriori 2,8 posti di lavoro. Il volume d’affari del comparto ammontava nel 2021 a €578 miliardi, di cui €241 miliardi diretti, €148 miliardi indiretti e €189 miliardi indotti. Numeri che indicano che ogni euro fatturato dalle industrie del settore genera ulteriori €1,40 complessivi (di fatturato).

Il comparto industriale dell’AD&S europeo contribuisce al PIL dei paesi membri per un valore di €240 miliardi: secondo l’analisi presentata, ogni euro di fatturato genera 0,99 euro di PIL, un rapporto che colloca le industrie del settore tra quelle a maggior valore aggiunto per l’economia del continente.

Il settore della difesa

Il ruolo dell’invasione ucraina

L’invasione russa in Ucraina ha spinto il mondo occidentale ad intervenire per sostenere Kiev, imprimendo un’accelerazione sostanziale al settore della difesa e ai titoli azionari che ne fanno parte. Dall’inizio della guerra, gli Usa hanno fornito all’Ucraina aiuti militari per oltre 29 miliardi di dollari e svariati miliardi sono stati stanziati anche dall’Europa e dal Regno Unito per armare Kiev.

Nel complesso, l’indice MSCI World del settore aerospazio e difesa ha registrato un rialzo del 14% dallo scoppio della guerra in Ucraina.

Secondo un recente studio di Mediobanca, nel 2022 gli investimenti delle multinazionali della Difesa prese in esame sono “cresciuti a una velocità più che tripla dei ricavi e i titoli azionari hanno realizzato i rendimenti più elevati.”

Nel 2023, sempre secondo Mediobanca, “è atteso un ulteriore incremento dei ricavi del +6% sul 2022 (dopo il +4% del 2022 sul 2021), per l’aumento dei budget nazionali in risposta alle crescenti tensioni geopolitiche”.

Se Lockheed Martin si conferma leader nel settore della difesa a livello globale,  altre società estremamente rilevanti in termini di performance acquisite e in prospettiva, sono la società di aerospazio e difesa Northrop Grumman e General Dynamics, che costruisce i veicoli corazzati Stryker a otto ruote e Howmet Aerospace, che fornisce, tra l’altro ,componenti per i caccia stealth F-35 di quinta generazione prodotti da Lockheed Martin.

Da citare anche Heico, che produce sistemi e componenti per l’aviazione, ed Hexcel, che fornisce adesivi e compositi per oltre 100 aerei militari, tra cui il Lockheed Martin F-35, il Boeing Hornet e l’Eurofighter Typhoon, ma anche componenti per programmi aerospaziali.

Fra le altre società si distinguono la britannica BAE Systems, che insieme all’italiana Leonardo e alla francese Airbus ha da poco siglato un contratto con i governi di Italia e Francia per 700 missili terra aria per l’Ucraina. Importante la quota di società francesi, tra le quali figurano anche DassaultThales e Safran.

Il settore dell’aerospazio 

Innovazione tecnologica e corsa allo spazio

Le tecnologie digitali costituiscono una grande opportunità per integrare e rendere più efficiente l’intera filiera e aprono a nuove opportunità di crescita e sviluppo. L’innovazione tecnologica costituisce un motore trainante nel settore aerospaziale e attraverso sempre più cospicui investimenti, sostenuti dai governi, le aziende del settore sono costantemente impegnate a sviluppare tecnologie avanzate per migliorare l’efficienza, ridurre i costi operativi e imporsi come leader nel panorama globale. Proprio per tale motivo, l’individuazione di società all’avanguardia in termini di innovazione tecnologica può costituire fonte di rendimenti significativi nel lungo termine per gli investitori.

Anche il sempre maggiore interesse per l’esplorazione spaziale costituisce un driver di crescita importante per le aziende del settore. Le missioni spaziali per la ricerca scientifica e il progresso tecnologico, sia governative che private, stanno guadagnando popolarità tra governi e istituzioni, attirando l’interesse di investitori e aziende.

Il settore è attualmente caratterizzato da un incremento delle attività di lancio di satelliti, moduli, missioni esplorative, e commercializzazione e apertura ai viaggi spaziali dell’orbita terrestre bassa.

Tali attività rientrano in una nuova fase per il settore, che prende il nome di New Space Economy ed estende i campi d’interesse dell’ economia spaziale anche all’estrazione mineraria sugli asteroidi (la NASA stima a 700 quintilioni – miliardi di miliardi – di dollari il valore dei minerali presenti nella fascia tra Marte e Giove), al turismo spaziale, e all’inumazione spaziale.

Dopo aver registrato un calo del 4% nel 2020 a causa della pandemia, nel 2021 il settore è arrivato a valere 370 miliardi di dollari (la navigazione satellitare e i sistemi di comunicazione continuano ad essere i maggiori contributori di crescita, rappresentando rispettivamente il 50% e il 41% del valore complessivo del mercato). Si stima che questo mercato proseguirà la sua corsa con una crescita del +74% entro il 2030, anno in cui dovrebbe raggiungere i 642 miliardi di dollari (Space Economy Report – Euroconsult).

Tale tendenza porterà, secondo Morgan Stanley e UBS, la Space Economy a toccare nel 2040 il valore di 1 trilione di dollari. Da notare come altri enti, tra cui Bank of America e la United Launch Alliance, prevedano che si raggiungerà tale valore già alla fine di questo decennio.

Conclusione

I settori della difesa e dell’aerospazio rappresentano due realtà profittevoli con solide prospettive di crescita nel lungo periodo, sostenute dall’impegno di stati e di governi. L’evolversi della situazione geopolitica globale potrebbe, inoltre, aprire ad ulteriori scenari di sviluppo.

Proprio per tale motivo è necessario valutare costantemente ogni mossa dei principali player nel settore e farsi assistere dal proprio consulente finanziario nell’individuazione delle migliori strategie per includere nel proprio portafoglio di investimento i titoli più promettenti.

 

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