Luca Restelli

Liquidabilità degli assets

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Un altro fatto particolarmente rilevante messo in luce dall’attuale situazione internazionale è l’importanza della fase di verifica della liquidabilità degli assets. 

È infatti estremamente rilevante che il proprio consulente finanziario abbia condotto una specifica analisi in merito a tale criterio, tenendo presente tutti i possibili rischi associati, non solo quelli di carattere economico-finanziario ma anche, come dimostrato dalla cronaca attuale, quelli di carattere geopolitico.

Con grado di liquidabilità si intende la capacità di un investimento in attività reali o finanziarie di trasformarsi facilmente e in tempi brevi in moneta a condizioni economiche favorevoli, cioè senza sacrifici di prezzo rispetto al prezzo corrente.

Ovviamente, la possibilità di monetizzare un investimento dipende anche e soprattutto dalla possibilità di chiudere eventuali posizioni aperte.

Tale prerogativa è tanto più rilevante quanto più è forte il rischio di possibili e ingenti perdite.

Se non ci fosse tale possibilità, anche in presenza di perdite certe l’investitore non potrebbe fare altro se non assistere al crollo del valore dei propri investimenti.

Questo è sostanzialmente quello che è successo a tutti coloro che avevano posizioni aperte sul comparto russo, in seguito alla chiusura della Borsa di Mosca.

Gli assets detenuti in portafoglio sono stati congelati dal 25 febbraio, ultimo giorno di contrattazioni sui mercati finanziari russi, e gli investitori impossibilitati a terminare le proprie attività per spostarle su altri titoli.

Il “caso Mosca”

Come già si sa, il blocco delle attività della borsa valori di Mosca è stato deciso in seguito alle misure decise dai paesi Occidentali in risposta all’inizio delle attività belliche in Ucraina da parte dell’esercito russo.

Le autorità finanziarie russe ritenevano infatti che il mercato azionario russo potesse avere impatti devastanti dalle sanzioni occidentali e incorporare, in seguito alla riapertura, perdite estremamente pesanti per tutte le più grandi aziende quotate nel paese.

La governatrice della banca centrale russa, Elvira Nabiullina, ha parlato di condizioni per l’economia russa “cambiate radicalmente” e ha ammesso che il pacchetto di misure occidentali “ha comportato un notevole aumento del tasso di cambio del rublo e limitato le opportunità per la Russia di utilizzare le sue riserve di oro e valuta estera”.

Fino a quando la Borsa non autorizzerà la riapertura delle contrattazioni gli assets rimarranno cristallizzati e, soprattutto, quando questo accadrà, si assisterà ad un inevitabile crollo del valore di tutte le posizioni aperte. 

È infatti altamente improbabile che, dati gli ulteriori pacchetti di sanzioni approvati dai paesi UE e dagli Stati Uniti, la polverizzazione del sistema economico-industriale del paese euro-asiatico e l’abbassamento del rating delle principali agenzie che giudicano ora la Russia prossima al default, la Borsa possa limitare le perdite alla riapertura.

Qualsiasi posizione aperta sul comparto russo vedrà quindi il proprio valore fortemente ridotto, se non azzerato.

Come potete vedere dal grafico, la perdita dell’indice della IMOEX.ME della borsa di Mosca era già più che consistente e significativa molto prima che le principali istituzioni occidentali approvassero i più corposi pacchetti di sanzioni.

Un monito per il futuro

Tale particolare situazione dovrebbe fungere da monito per ogni consulente finanziario che non abbia attentamente valutato anche il rischio geopolitico, per evitare che situazioni del genere possano ripetersi in futuro.

Eventi come quelli che hanno portato alla chiusura della Borsa di Mosca potrebbero infatti accadere ancora, in altri parti del mondo e per motivazioni differenti.

Il fattore critico è rappresentato dalla capacità di saper cogliere i primi segnali di allarme, dirottando altrove i capitali, per evitare di ritrovarsi con i propri assets congelati o praticamente annullati.

L’attenta valutazione di ogni rischio, in fase di costruzione del portafoglio di investimento, dovrebbe quindi senza dubbio costituire un passaggio obbligato dell’elaborazione di ogni private banker.

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