Luca Restelli

Investire in obbligazioni: i rischi

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Investire in obbligazioni: come individuare e proteggersi dai rischi più comuni

Nell’articolo precedente ci si è soffermati sui fattori che hanno riportato le obbligazioni al centro della scena finanziaria globale e si sono approfondite le diverse categorie di obbligazioni.

Tuttavia, l’elaborazione di una strategia di investimento che si basi in buona parte sulle obbligazioni deve necessariamente essere preceduta da un’attenta e approfondita analisi dei rischi caratteristici di tale tipologia di strumenti.

In questo articolo si cercheranno di individuare i principali rischi insiti nell’investimento in obbligazioni e gli strumenti più adatti per tutelarsi in uno scenario mutevole e in continua evoluzione come quello attuale.

Infatti, come ogni attività finanziaria, anche l’investimento in obbligazioni comporta dei rischi, che devono essere attentamente studiati e valutati nella fase di elaborazione della strategia di investimento insieme al proprio consulente finanziario.

Non sempre, infatti, il percorso di investimento in un’obbligazione avviene in maniera prevedibile e lineare, seguendo un tracciato predefinito, come generalizzato nella figura qui sotto.

Possono infatti interferire una moltitudine di avvenimenti che vanno a modificare la regolarità e la consistenza dei flussi di cassa, delineando uno scenario completamente differente da quello base.

I rischi che la maggior parte degli investitori inesperti o mal consigliati corrono, inconsciamente o a cuor leggero, sono diversi, ma i principali possono essere raggruppati nelle seguenti categorie:

  • Rischio di interesse
  • Rischio di credito
  • Rischio di liquidità
  • Rischio di cambio


Rischio di interesse

Viene tecnicamente definito rischio di interesse la possibilità che il prezzo del titolo diminuisca a seguito di variazioni dei tassi di interesse.

Maggiormente sensibili alle variazioni e, quindi, più esposti a questo tipo di rischio sono i titoli a tasso fisso a lunga scadenza. È possibile comprendere questa circostanza ricordando che:

  1. Le cedole dei titoli a tasso fisso non possono subire variazioni e, quindi per adeguare il loro rendimento ai nuovi livelli dei tassi, l’elemento che si modifica è il prezzo;
  2. I titoli a tasso variabile adeguano le cedole al nuovo livello dei tassi per cui il prezzo si modifica solo limitatamente, in base alla velocità e all’ampiezza con cui avviene l’adeguamento delle cedole.

La gestione del rischio di interesse dovrebbe essere condotta dal consulente finanziario attraverso politiche e procedure chiaramente definite, per limitare e controllare l’esposizione al rischio. Inoltre, nuovi strumenti e nuovi tipi di attività devono sottostare a un accurato vaglio preventivo per assicurarsi che le loro caratteristiche in termini di rischio siano ben comprese e possano essere incorporate nel processo di gestione del rischio.

È importante tenere sempre presente che qualsiasi cambiamento nei termini di scadenza, revisione di tasso o rimborso di uno strumento può influire notevolmente sulle sue caratteristiche di rischio di tasso d’interesse, motivo per cui si rende necessario monitorare attentamente modifiche in ciascuno di questi elementi.

Rischio di credito

Con rischio di credito si intende la possibilità che l’emittente del titolo non sia in grado di adempiere alle proprie obbligazioni e di procedere quindi al pagamento delle cedole o al rimborso del capitale a scadenza.

Il grado del rischio di credito varia naturalmente da emittente ad emittente ed è maggiore in quelli ritenuti meno solidi, dati i principali indicatori patrimoniali, e aventi una più elevata possibilità di insolvenza.

Inoltre, per lo stesso emittente non tutte le obbligazioni sono caratterizzate dal medesimo rischio. In questo caso il diverso grado di rischio dipende dalla struttura dell’obbligazione e dal suo grado di seniority.

L’affidabilità di un emittente è misurata dalle agenzie di rating, che assegnano ad ogni emittente un giudizio che ne individui e riassuma il relativo rischio di credito, oltre che il grado di solidità e solvibilità risultante dai bilanci ufficiali. Le percezioni del mercato circa la solidità degli emittenti costituisce un ulteriore e rilevante aspetto da tenere in considerazione.

La scelta delle obbligazioni da inserire nella propria strategia di investimento deve quindi essere preceduta da un’analisi del rating, della struttura e della sostenibilità del debito già emesso e dei principali indicatori di solidità patrimoniale e finanziaria dell’emittente per poter apprezzare la probabilità che questo riesca ad onorare il proprio debito.

 

Rischio di liquidità

Il rischio di liquidità è stato affrontato nell’articolo “Liquidabilità degli assets” in merito al blocco delle transazioni sulla borsa di Mosca in seguito all’inizio delle ostilità in Ucraina.

Riassumendo brevemente, con rischio di liquidità si intende la difficoltà di vendere rapidamente, e senza perdite in termini di redditività, le proprie obbligazioni prima della scadenza e prima del manifestarsi di gravi danni al proprio portafoglio in seguito ad eventi più o meno traumatici. In sostanza è la difficoltà insita nella chiusura delle posizioni aperte trasformandole in liquidità senza ulteriori rischi.

In un contesto geopolitico estremamente fragile come quello attuale, la valutazione del rischio di liquidità diventa elemento imprescindibile per elaborare strategie resilienti e immuni da shock esterni, che potrebbero minarne la redditività.

Le attuali condizioni dei mercati e i rischi di instabilità che possono manifestarsi impongono, quindi, un’attenta valutazione delle politiche di gestione del rischio di liquidità, inclusi i risultati degli stress test, in particolare per strumenti e classi di attività meno liquide.

 

Rischio di cambio

Uno dei rischi più sottovalutati dagli investitori è sicuramente quello di cambio. Si è già discusso relativamente a tale rischio nell’articolo “Obbligazioni Sovranazionali”, mettendo in luce come l’alto rendimento garantito da questo tipo di titoli porti in secondo piano la possibilità di incorrere in prestazioni estremamente sfavorevoli dal punto di vista della valuta. Con rischio di cambio si intende quindi il rischio che si incorre investendo in titoli denominati in valuta diversa da quella domestica, come conseguenza della variabilità del rapporto di cambio tra le due valute.

Tale rischio può concretizzarsi e tradursi in performance di cambio estremamente negative, al punto da annullare qualsiasi guadagno conseguito grazie alle prestazioni del titolo, o, addirittura, portando il risultato totale dell’investimento in negativo.

Soprattutto in questa circostanza il rendimento effettivo si può discostare enormemente da quello presentato in apertura dell’investimento.

A livello empirico, nessuna moneta è immune al rischio di cambio, tensioni sociali e instabilità politica possono rapidamente portare a forti oscillazioni nei valori delle valute.

Per limitare tale rischio, ogni consulente finanziario dovrebbe inserire la valutazione geopolitica e delle dinamiche internazionali nella fase di studio e composizione del portafoglio d’investimento, per evitare che la globalizzazione dei mercati finanziari possa avere risvolti devastanti sui flussi di cassa.

 

Conclusioni

La valutazione dei rischi insiti nell’investimento in obbligazioni costituisce il primo passo nell’elaborazione di una strategia di successo, immune agli shock esterni e resiliente nel lungo periodo.

Dopo aver analizzato le principali tipologie di obbligazioni nel precedente articolo e i diversi rischi insiti nell’investimento obbligazionario nel presente, diventa di primaria importanza individuare le strategie che permettano di massimizzare i rendimenti e ridurre i rischi in uno scenario estremamente complesso come quello che si prefigura nei prossimi mesi.

La fase di pianificazione strategica costituisce quindi l’argomento centrale del prossimo articolo, che si prefigge di guidare il lettore nell’individuazione del portafoglio d’investimento obbligazionario più vicino ai propri obiettivi e al proprio specifico profilo di rischio.

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